Qualche anno fa, quando l’Atelier des Pampilles era solo un sogno, anche noi siamo partite dai tutorial per imparare a ricolorare i mobili e, tentativo dopo tentativo, ci siamo accorte di quante cose i tutorial non dicono. Dopo aver frequentato corsi e maestri dell’arte del restauro, abbiamo imparato tanti piccoli accorgimenti utili a realizzare un buon lavoro. Anni di sperimentazione di tecniche e materiali ci hanno insegnato quali sono gli errori da evitare.

Primo: non carteggiare la superficie

Levigare con la cartavetro è un lavoro sporco ma indispensabile. Sappiamo che sul mercato esistono prodotti “salva fatica” ma carteggiare è importante per rendere uniforme la superficie e garantire la tenuta dello smalto. In questa fase di preparazione inseriamo anche la pulizia dalla polvere e dalla patina del tempo. Il sapone di marsiglia e il bicarbonato sono i vecchi rimedi della nonna, mai abbastanza lodati.

Secondo: sottovalutare crepe e screpolature

Con la verniciatura, incrinature e parti lievemente danneggiate risultano ancora più  evidenti e possono creare fratture nello smalto.  Non sottovalutate dunque la stuccatura. Attenzione alle crepe che possono nascondere cedimenti strutturali; in questo caso occorre incollare le parti che stanno per staccarsi oppure, se la cosa è particolarmente seria, rivolgersi ad un falegname. I buchi dei tarli meritano un lungo capitolo a parte.

Terzo: non usare il primer

La tentazione di saltare questa fase per risparmiare tempo e denaro è forte ma porta a pessimi risultati. Scegliere il primer più adatto in  funzione del tipo di superficie – vetro, plastica, legno – è fondamentale per garantire l’aggrappaggio della vernice. Esistono inoltre basi specifiche per evitare che il tannino emerga dal legno, creando un effetto giallastro sulla superficie ricolorata, oppure convertiruggine per fermare l’effetto corrosivo sulle parti in ferro.

Quarto: scegliere pennelli a basso costo

Conviene investire in un pennello di buona fattura che dura più a lungo, non perde le setole durante l’utilizzo ed evita l’effetto striato tipico di un pennello duro e scadente. Bisogna sempre ricordarsi di lavare i pennelli subito dopo l’utilizzo, altrimenti diventano secchi e sono difficilmente recuperabili.

Quinto: scegliere smalti scadenti

Last but non least: gli smalti. Sulla scelta del colore e della finitura non sindachiamo ma sulla qualità sì. Noi scegliamo sempre gli smalti a base d’acqua perché non sono tossici e non lasciano odori infestanti. Inoltre amiamo i colori gessosi e, nel corso degli anni, abbiamo affinato una formula magica che ci consente di ottenere un effetto pieno, opaco e gessoso, con una superficie vellutata, uniforme e resistente alle macchie. L’abbiamo testata anche con la prova caffè e tazza bollente e siamo entusiaste. Scegliete sempre uno smalto di buona qualità e fate una prova su un campione, prima di ricolorare il mobile della vostra vita.

Per saperne di più e provare la nostra formula magica vieni a uno dei nostri workshop www.papilles.it

L’anno si apre con un corso sui colori, sabato 14 gennaio “COLORARE PICCOLI OGGETTI”: un pomeriggio dedicato a chi desidera ridipingere piccoli oggetti d’arredo come cornici, scatole, sgabelli. Qualsiasi tipo di  materiale può essere ridipinto. Dalle 14 alle 18. Il costo di 45 euro comprende il materiale, le dispense e il coffee break.

Per chi ama lo stile romantico e i colori pastello domenica 29 gennaio si tiene il corso sulla “TECNICA SHABBY CHIC”: una giornata dedicata a completare un lavoro di relooking nel più classico degli stili d’arredamento basati sul recupero di mobili e oggetti vecchi. Dalle 10 alle 17. Costo 95 euro.

Per informazioni e iscrizioni atelier@pampilles.it

Photo Credits: Maricrea, Pampilles e Pinterest