Quando Sara ha visto i locali di via Lombroso ha capito subito che quelle cementine colorate avrebbero ospitato la sala d’ingresso del nostro atelier. Il portoncino e la bussola in legno rendevano speciali quelle stanze chiuse ormai da tanto tempo. Era inverno ed io ero a letto ormai da una settimana ma la questione si stava facendo talmente urgente da non poter attendere il mio ritorno al mondo. Così la sede dell’Atelier des Pampilles è stata scelta da Sara, da mio marito e da quel fato che ci vede benissimo.

Già il  mio incontro con Sara, dopo una birra e una serata di giochi da tavolo tra i nostri mariti, è nato così. I grandi eventi scivolano sotto i nostri occhi senza avvisaglie e senza farsi notare. Sara mi racconta che è stato così anche l’arrivo dei suoi figli.

Da quel giorno di gennaio non ci siamo più fermate. Abbiamo studiato con cura la trasformazione di ogni mobile e la decorazione di ogni stanza. Come se stessimo arredando una casa, abbiamo creato lo studio, la cucina, il salone, il laboratorio e la stanza delle fate. Ci siamo date un nome e un disegno a forma di goccia di cristallo e poi, una notte di settembre, abbiamo organizzato una gran festa e magicamente il nostro atelier, il marciapiede di fronte  e il cortile si sono riempiti di amici, venuti a festeggiare con noi.